Tiny House Dora
Ci siamo arrivati per la prima volta nel 2024 per puro caso, una scoperta fatta su Booking.com, senza poter immaginare che cosa sarebbe diventata. La casetta si trova in mezzo al nulla, in fondo a una stradina di campagna, nel cuore della natura istriana. Già all'arrivo si respirava un'aria diversa: l'accoglienza calorosa e personale dei proprietari ci ha fatto capire all'istante che non era una casa vacanze qualunque.
Ciò che rende questo posticino così rilassante è proprio il fatto che sia lontano da ogni confusione. Niente rumori di città, ma il risveglio al mattino con gli uccellini che danno inizio alla giornata. Ormai lo sanno anche i nostri cani: ogni anno, appena arrivati, corrono subito dentro a “controllare” se è davvero di nuovo la stessa casetta, e ogni anno la risposta è sì. Qui si sentono così a loro agio che girovagano per tutto il giardino come se fosse loro. (E quando per caso i vicini non hanno ospiti e nei paraggi non c'è nessun altro, per un attimo qui non vale nemmeno il dress code: ecco quanto si sta rilassati.)
Importanti almeno quanto la casetta sono i proprietari. Il loro calore non sta nei grandi gesti, ma nel modo in cui ti trattano: ti chiedono sinceramente come stai, si preoccupano se c'è qualcosa che non va e trasmettono un'ospitalità che non si impara: ce l'hai e basta. L'anno scorso ne abbiamo avuto l'ennesima conferma: nei giorni dopo la nostra partenza la casetta era per caso libera e, senza che glielo chiedessimo, ci hanno proposto di restare ancora qualche giorno, senza costi aggiuntivi. Ormai siamo anche qualcosa di più che ospiti e padroni di casa: ci scriviamo su WhatsApp e loro capiscono il nostro senso dell'umorismo tanto quanto noi capiamo il loro. La prova si trova letteralmente accanto alla porta: il loro allegro nano da giardino con il cartello “WELCOME”, che in una delle nostre foto ritoccate ha dovuto fare i conti con un'idropulitrice: nano ridotto a brandelli, cartello ancora fieramente alzato. Proprio il tipo di scherzo che loro hanno colto al volo.
In tre anni è nato un nostro ritmo. Ormai arriviamo il prima possibile (ancora prima che sia consentito il check-in, giusto per mollare le valigie), ma non prima di aver fatto due chiacchiere e qualche abbraccio con i proprietari. Poi via subito in spiaggia, al nostro solito posto al Wau Beach Bar. Anche la casetta non sta ferma: si sta costruendo un secondo edificio per il futuro, e i proprietari continuano a migliorare piccole cose.
Non tutto è filato liscio. Con le forti escursioni termiche il cancello del giardino tende più spesso ad allentarsi che a incastrarsi. Ormai lo fissiamo con una corda. Una volta, durante un forte temporale mentre noi non c'eravamo, i nostri cani sono riusciti comunque ad aprirlo. Quando siamo rientrati, li abbiamo trovati fradici e tremanti sulla stradina di campagna, che ci cercavano. Il più piccolo dei nostri cani aveva allora appena sei mesi. Un momento che non si dimentica.
Se ci chiedete perché torniamo sempre qui, in realtà non c'è un momento preciso da indicare: è più una sensazione di “eccoci di nuovo”, una sensazione che si legge sui nostri cani tanto quanto su di noi. Da quando abbiamo trovato questa casetta non abbiamo mai più preso in considerazione altro, anche se prima avevamo prenotato parecchie altre case vacanze. Perché vince proprio questa? Perché è semplicemente perfetta. Ormai ogni anno, al momento di partire, prenotiamo subito per l'anno dopo: Tiny House Dora è diventata il nostro punto fermo in Istria.
2024 — Il primo anno
Il primo incontro: una scoperta fortunata su Booking.com che si è rivelata subito azzeccata.
2025 — Ritorno da Dora
Seconda estate di fila, con un regalo spontaneo dei proprietari alla fine.
2026 — Il nostro punto fermo
Terzo anno di fila: ormai, al momento di partire, prenotiamo già per l'anno dopo.
Il nano
La prova che i proprietari capiscono il nostro umorismo tanto quanto noi capiamo il loro.